L’inserimento al nido

Parlare di inserimento non è mai semplice… Perché? Perché non è semplice non connotarlo subito come evento “buono o cattivo”, nei confronti del quale dare immediatamente un giudizio di valore. Proviamo a definirlo allora come una esperienza “eccezionale” nella vita quotidiana di un bambino e della sua famiglia. “Eccezionale” inteso come qualcosa di inatteso, singolare, straordinario che ne cambia il mondo, le esperienze vissute fino a quel momento, ampliandole. Ogni bambino con la sua famiglia vivrà durante l’inserimento al nido un momento delicato e ricco di emozioni, che apporterà un cambiamento nelle abitudini e nel contesto delle sue relazioni. Probabilmente questa sarà la prima esperienza di vera separazione da tutto ciò che fino a quel momento è stato famigliare per aprirsi a spazi fisici ed emotivi nuovi, a nuovi adulti che ne sosterranno la crescita ed a nuovi coetanei che la accompagneranno.

È una esperienza emotivamente complessa e come tale va vissuta insieme, scuola e famiglia, nella consapevolezza che la scuola è pronta ad accogliere ogni bimbo e tutto il suo grande “mondo” fatto di mamma, papà, casa, … Sostenendolo e stimolandolo nel suo affidarsi ad ambienti e persone nuove, ad aprirsi alla nuova “avventura”, ogni giorno con un piccolo passo, né troppo grande ma nemmeno troppo piccolo da impedirgli la gioia e la fatica di provare a superarne la difficoltà.

I valori imprescindibili alla base del “nostro” modo di vivere e sostenere l’inserimento:

  • Creare le condizioni per instaurare un rapporto di fiducia e complicità con le famiglie, attraverso momenti di conoscenza e condivisione di informazioni, ma anche di emozioni: chiacchierare, osservarsi, passare del tempo insieme. Questo permetterà ad una parte dei protagonisti in gioco, genitori ed educatori, di stabilire un dialogo coerente e di creare un patto di collaborazione che li sosterrà nelle difficoltà che potrebbero presentarsi, rassicurandoli e dando loro la conferma di essere in “mani sicure”.
  • Personalizzare il più possibile le modalità ed i tempi dell’ambientamento, in maniera multiforme e flessibile, che possa rispondere in questo modo alle esigenze proprio del bimbo che abbiamo davanti a noi. Le sue reazioni potranno essere le più diverse, di avvicinamento immediato o di ritiro e rifiuto, in linea con la sua indole, o sovvertendo le più solide aspettative, ma è concedendogli un buon tempo, un tempo lento e coccolante, di pensieri e riflessioni condivise, che cercheremo di rendere l’ambientamento al nuovo graduale ed efficace.

La struttura del nostro inserimento

Per scelta al nido prediligiamo l’inserimento singolo e non di gruppo. Questo perché è importante per noi creare un momento iniziale individuale di condivisione tra l’educatore ed il/i genitori presenti: un primo approccio rassicurante, in uno spazio piccolo, tranquillo, ma interessante e facile da sperimentare per il bambino.

La presenza dei genitori:

  • L’inserimento ha una durata indicativa di 2 settimane: nella prima settimana è necessaria la presenza di un genitore (da un minimo di 2 giorni ad un massimo di 4), nella seconda è indispensabile la sua disponibilità a ricongiungersi con il proprio bambino in tempi diversi da ciò che si è stabilito come “tempo normale” di permanenza al nido
  • Il suo ruolo è di fondamentale importanza, la sua presenza rassicurerà e permetterà al suo bambino di aprirsi ad una situazione nuova e diversa da ciò che ha vissuto fino a quel momento. Altrettanto importante ed imprescindibile salutarlo al momento del distacco comunicando in modo sincero e chiaro che tornerà a prenderlo dopo che avrà trascorso del tempo di gioco con gli altri bimbi
  • La presenza al nido di mamma o papà si ridurrà gradatamente, mentre aumenterà il tempo di permanenza del loro bimbo

Organizzazione

Prima settimana

Lunedì: Arrivo in asilo all’orario prestabilito e permanenza di circa 45 minuti. In funzioni delle esigenze organizzative, l’eventuale ritardo andrà a discapito del tempo di permanenza.
L’educatore accompagnerà mamma/papà e bimbo nella stanza preparata ad accoglierli.

Martedì: Arrivo e tempo di permanenza simile al lunedì. Se l’educatore lo riterrà opportuno, dopo un momento di condivisione potrà invitare il genitore ad allontanarsi per un tempo breve (rimanendo all’interno della struttura), dopo aver salutato il proprio bambino.

Mercoledì e giovedì: Gradualmente, dopo un primo momento di permanenza, il genitore verrà invitato ad allontanarsi per un tempo sempre maggiore, sulla base della tranquillità e disponibilità del bambino.
Il bambino non consumerà il pasto al nido prima del 4/5 giorno.

Venerdì: All’arrivo al nido il genitore accompagnerà il bambino nella stanza preposta, lo saluterà e si allontanerà per il tempo prestabilito dall’educatore.
È ipotizzabile il consumo del pasto del bimbo a scuola.

Seconda settimana

Lunedì: Stessa modalità e tempi del venerdi. Al rientro da un weekend con mamma e papà è molto importante non introdurre nuovi cambiamenti rispetto alla routine vissuta.

 

A partire dal martedì sarà l’educatore a valutare il tempo di permanenza del bimbo al nido. Il sonno sarà l’ultima tappa e non avverrà prima di metà della seconda settimana di frequenza, in quanto solo in condizioni di raggiunta sicurezza sarà possibile per il bambino abbandonarsi a questo momento.

 

…per far sorridere mamma e papà…

Al nido come in una fiaba

Ogni bambino che entra al nido è il cavaliere della nostra storia.
Un giorno il giovane cavaliere viene accompagnato in una terra che non conosce, privo di armi e di esercito deve contare su se stesso. Inizia il viaggio. Certo, la mamma lo ha sostenuto e confortato per ben sette giorni, prima di lasciarlo in balia di quegli “estranei minacciosi”.
La parte centrale di questo racconto-viaggio è il distacco…
Obbligatorio non voltarsi indietro, il cavaliere viene incitato a proseguire nel suo cammino dove incontra avvenenti e dolci principesse che però sanno essere anche antipatiche megere, che gli forniscono filtri, talismani e regole ed orari da seguire scrupolosamente. Il giovane cavaliere non sa che anche le principesse-megere sono in viaggio, anch’esse hanno un ruolo. Anche le principesse megere quotidianamente affrontano prove di pazienza, di coraggio, di perseveranza.
Il giovane cavaliere affronta altri giovani cavalieri che come lui sono in cammino, ma cercano di usurpargli piccole conquiste quotidiane. A volte ha l’impressione di fare lo stesso viaggio di altri cavalieri, ma non riesce a trovare un modo per condividere la propria fatica. E’ più facile colpirli con un alabarda sulla fronte! I giovani cavalieri si misurano ogni giorno con eventi nuovi, avventure, sfide. Si tratta di prove che richiedono costanza, volontà e decisione, superabili solo con valenze affettive che proveranno durante il dialogo tonico con le principesse-megere.
Solo dopo un po’ di tempo finalmente i giovani cavalieri diventeranno un gruppo; ognuno di loro avrà conquistato un preciso ruolo, sarà diventato meno difficile relazionarsi con l’esterno. Ma la misurazione dei cavalieri con eventi sconosciuti, pericoli e sfide verrà premiata con la realizzazione delle rispettive personalità ed autonomie, con il consolidarsi delle innate competenze come in una iniziazione fantastica.
Sarà giunto allora il momento di salutarsi per intraprendere altri viaggi, altri destini, altre incredibili avventure…

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